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domenica 30 maggio 2010

RECINTO

Testo scritto in occasione del progetto “Lanscape Joining The Dots” - 16 maggio 2010



In principio fu...l'istinto (?).

Milioni di anni fa il primate vive con gli altri coinquilini terrestri, piante e animali.
In un ambiente già biodiversificato, quotidianamente fa i conti con la sua sopravvivenza, coesiste, lotta e resiste ai processi di selezione naturale.

In seguito fu il recinto.

Quando l'uomo scopre l'importanza dell'agricoltura e dell'allevamento, passa da una fase in cui è lui a doversi adattare a tutto ciò che lo circonda, ad un processo d'appropriazione e controllo del territorio, ponendosi gradualmente in una posizione di potere rispetto alle altre specie viventi e simultaneamente producendo differenze sociali: si passa da un'economia di sussistenza ad un modello di crescita basato sull'accumolo di bene.
L'uomo ha ora un nuovo status sociale: ha la proprietà di un recinto, sulla quale ha il potere di dirigere risorse umane e materiali.
Solcare un confine tra Un interno e l' esterno ha dato origine alla dicotomia oppositiva cultura-natura, nella quale l'uomo si sente demiurgo e governatore.
Tutti i meccanismi di selezione sembrano ora essere nelle sue mani e direttamente proporzionali al dictat economico.

E furono i confini.

L'uomo modifica e controlla il territorio definendolo giuridicamente, stabilendo così il ruolo del singolo individuo rispetto alla comunità di appartenenza, e la stessa rispetto alle altre comunità.
Il recinto si allarga e prende la forma della frontiera: immaginata, percorsa o rivendicata.

domenica 11 aprile 2010

Nature is art

Allora, volevi postare questo lavoro un paio di settimane fa', quando si parlava di Recinti..
Comunque sia, eccolo qua':

herman de vries, Sanctuarium (1997)

Eseguito in concomitanza con Skulptur Projekte Munster 1997


Herman de Vries erige un santuario sul prato. L'artista pensa al santuario come uno spazio protetto, in cui egli vorrebbe consentire un giardino naturale, un incolto, a crescere. Per il perimetro del suo santuario ha usato i tradizionali materiali da costruzione di Munster: mattoni, coronati con la tipica pietra arenaria locale. Il muro racchiude un cerchio di 14 metri di diametro. Le sue quattro finestre ovali, posizionate a livello degli occhi, permette al visitatore di guardare dentro limitando la partecipazione al processo naturale di crescita che si verifica entro i confini del muro.
Inscritto nella pietra arenaria sulla parte superiore del muro, sopra ciascuna delle quattro aperture, una citazione da "T-Upanishad". Tradotta dice: "Om. Questo è perfetto, quello è perfetto, perfetto
viene da perfetto; togli perfetto dal perfetto e cosa rimane è perfetto."

venerdì 9 aprile 2010

Rispetto Ispirazione Spore Asparagi














Maestro è non solo un essere umano, ma anche un animale, una pianta, un minerale, un oggetto...
Tutto ciò che amplia la nostra consapevolezza è un maestro.
A.Jodorowsky

rispetto: Sentimento e atteggiamento di deferenza verso qualcuno che si ritiene degno di stima e di onore: avere r. per le persone anziane; gli uomini saggi incutono r.

Consideriamo la natura come qualcuno, consideriamo noi stessi come natura. Investiamo di onore e rispetto la natura perché è onore e rispetto che bisogna avere per sé stessi. Siamo pronti per procedere in un campo d'orzo nel rispetto del suo ecosistema:

- attraversare l'area procedendo sul sentiero già tracciato. proseguendo in fila indiana in modo da calpestarne la minor superficie possibile;

- fermarsi in un'area circolare distinta per il colore più scuro della vegetazione. Si tratta di una fungaia disposta proprio sul cucuzzolo del campo;

ispirazione: Estro creativo, impulso alla creazione artistica e intellettuale: versi privi di i.
‖ Particolare stato di concentrazione capace di tradursi in impulso creativo: sta cercando l'i.

La fungaia è un' area circoscritta, la sola su cui sostare senza che l’ecosistema sia notevolmente modificato. L’interno del suo perimetro è arido ma la sua forma è fonte di ispirazione.

spora: BOT Cellula delle piante crittogame destinata alla riproduzione agamica di un nuovo individuo

Le spore sono cellule prodotte dai funghi capaci di germinare dando vita a nuovi individui. Se il terreno è adatto, la spora produce un lungo filamento detto ifa che si ramifica e crea un insieme di ife dello stesso sesso. Quando questo insieme (micelio) incontra un altro insieme primario di sesso opposto, si forma un insieme secondario capace di vita vegetativa propria, e in grado di emettere funghi che riprodurranno a loro volta spore. Il micelio tende a propagarsi attraverso terminazioni periferiche formando un cerchio simile a quello provocato gettando una pietra nell’acqua. Al centro la terra rimane arida perché il micelio decomposto e svuotato delle sostanze nutritive rappresenta un elemento tossico, mentre il cerchio, molto evidente, si presenta con erba verde e vigorosa dalle profonde radici. Confine naturale. Confine circolare. Motivo per cui, anticamente, si credeva che i funghi fossero fatti apparire da spiriti dei boschi. Ma alla credenza si aggiunge il mito. Secondo quanto tramanda Pausania, Perseo era in viaggio per fondare il suo nuovo regno quando, stanco ed assetato, si fermò per bere ed usò per farlo il cappello di un fungo. Decise allora di fondare in quel punto una nuova capitale e di chiamarla Micene, a ricordo del fungo stesso (mikés in greco).

Mentre il fungo si riscopre illustre, l’acqua si riconferma fonte vitale, determinante nella sopravvivenza, nello stanziamento e nello stesso essere umano.

Torniamo indietro. Dal recinto circolare, nuovo zigzagare sul sentiero, fino al recinto pressoché rettangolare del campo. Ma stavolta il confine è tutt’altro che arido. A ridosso della recinzione salta all’occhio una linea scura nella vegetazione.

asparago: BOT Erba perenne delle Liliacee Asparagacee, con grosso rizoma da cui spuntano germogli eduli

Di nuovo è la forma ad attrarre. Osservate da vicino le protuberanze dell’asparago si scoprono uncinate, il cespuglio di foglie pungente (sparàssien, in greco “strappare”). E la forma continua a stupire, nella fillotassi che la caratterizza. Quando meno te lo aspetti, i numeri.

E la fame. Per non dare i numeri continuando con le parole, naturalmente fare.

frittata di asparagi (per 3 persone) ingredienti: 1 cipolla, olio extravergine d’oliva, parmigiano grattugiato, 2-3 cucchiai di latte, 3 uova, pepe nero, sale, 100 grammi circa di asparagi;

tritare finemente la cipolla, dopo aver asportato il cuore. Soffriggerla nell’olio, aggiungere gli asparagi tagliati a pezzi. Sbattere le uova con latte, parmigiano, sale e pepe. Versare le uova nella padella quando gli asparagi diventano di un verde più intenso, facendo cuocere il tutto a fuoco lento.













giovedì 1 aprile 2010

Secondo incontro, recinti



L' altra settimana abbiamo iniziato questo processo di comprensione, dibattito e constatazione del paesaggio da un 'cucuzzolo'.


Da un punto di visto bio-politico ti interessava iniziare questo processo partendo dall'alto.

Ieri abbiamo poi portato l'attenzione ad un'altro aspetto fisico, parte integrale del paesaggio (reale e metaforico) la recinzione.


Con questo tema abbiamo discusso l'idea di proprieta', definizione di proprieta', l'aspetto importante del giardino ( il civilizzato dentro, il selvaggio fuori), la paura dell'indomabile, dell'altro.

Le recinzioni, le staccionate, i muri, sono nati come delimitazione di spazi e determinazione di 'aree sotto controllo'/'safe zones' ('aree sicure'?)


Da un punto di vista psicologico e antropologico l'avvento della recinzione e' stato un passo molto importante per l'umanita' e per come si vive il paesaggio.

Il concetto di recinzione si presume si sia formato a pari passo con la nascita della domesticazione di alcune speci vegetali (frumento e legumi) e di animali, per contenere quest' ultimi e per difendere le coltivazioni da predatori selvatici e umani.
Il processo, iniziato circa 11,000 anni fa', fu' di lento divenire, rimpiazzando pian piano il sostentamento da una raccolta nomadica a societa' agricola sedentaria.

L' avvento del controllo del paesaggio ad uso produttivo cambio' il modo in cui l' umanita viveva nel paesaggio, iniziando i primi interventi di appropriazione, difesa, sfruttamento e insediamento stabile: i recinti.

Si e' parlato dell'aspetto psicologico della recinzione: dentro c'e' la sicurezza, il noto, la tranquillita', il perfetto (Giardino di Eden). Fuori, il selvaggio, l'incognito (il bosco nelle favole popolari).

Si e' parlato del concetto di proprieta' espresso dalla recinzione: piu' alto e' il muro piu' si pensa ci siano cose grandi dentro. Le recinzioni alte sono anche viste come minacciose dal di fuori: implicano zone che non si possono accedere, nascondono incognite, e per questo potenzialmente pericolose.

Si e' discusso del concetto di privato implicato dal recinto: intimo, chiuso quindi internalizzato, non espresso o sociale.

Si e' poi parlato dell' effetivo controllo all'interno del recinto, il paesaggio soggiogato a disegni utilitari, ma che comunque la natura (intesa come l'insieme di speci non umane che abitano l'ecosistema) si ribella continuamente al controllo.

Abbiamo concluso con una camminata lungo il confine della Fondazione e nel tragitto ci siamo soffermati ad un paio di posti dove i cinghiali hanno fatto un buco sotto la recinzione, per poter entrare nella proprieta' e sfamarsi di notte.

Questo post e' stato scritto senza andare a ri-ascoltare la registrazione dell'incontro.
Probabilmemnte ti dimentichi parti importanti, ma chi c'era lo sa', e puo' aggiungere.

Nel frattempo Valentina ti manda in un messaggio:

Recinto come conservazione e protezione
Recinto come castrazione e allontanamento