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domenica 16 maggio 2010

Cultura-Natura

Oggi domenica 16 maggio abbiamo presentato il nostro lavoro, ed e' stato fantastico, l'interesse e gli apprezzamenti erano onesti e sentiti.
Altri scriveranno di cosa e' successo oggi, mentre tu vorresti proporre uno scritto che Francesco de Santis (vedi questo articolo) mando' un paio di settimane fa', a seguito di una nostra richiesta di contributo a questo blog. Sfortunamtamente questo testo fu' perso temporaneamente, ma ora ritrovato con piacere proponi.

Estremamente chiaro e scorrevole, de Santis riesce qui' sotto a presentare una lettura della relazione fra societa' e natura, dalle radici ad ora.
Il testo finisce con l'affermare che solo l'arte puo' dare nuove letture e soluzioni all'antropocentrismo odierno.
Tu non sei totalmente daccordo su questo punto, da artista non credi che una singola sfaccettatura culturale possa raggingere tanto, a meno che non abbia il supporto della comunita' nella sua ampiezza.
Ma poi allora il distacco attuale viene colmato da tutti, non solo dagli artisti.
Ringrazi Francesco per questo testo

Il Paesaggio e l'Estetica

Il mondo, quello che diverrà poi fruibile dall'uomo, dopo un'iniziale fase d'inospitalità e dopo un lungo periodo d'incubazione della vita, letteralmente esplose. Dalle microscopiche alghe si passò presto a gigantesche masse vegetali che coprirono le terre del nostro pianeta ed equilibrarono con l'ossigeno, utilizzabile poi dalle forme animali, un'atmosfera satura d'anidride carbonica. Foreste e praterie si riempirono di vita in scenari simili a quelli che noi oggi possiamo ancora ammirare. E' in questi ambienti che più tardi fece la comparsa l'uomo. Immerso nella più rigogliosa natura, visse inizialmente da succube e intimorito iniziò a decifrare i misteri della natura. Con lenta e costante applicazione si dotò delle leve che gli permisero di portare cambiamenti al mondo naturale che lo circondava e modificazioni più adatte a fornir vantaggi in un vivere arduo, colmo di insidie e di incertezze del futuro. Scoprì come addomesticare gli
animali e divenne allevatore, come coltivare i vegetali e divenne agricoltore. Il paesaggio sotto le
motivazioni del suo vivere cambiava di forma da vergine a colturale; le foreste si mutavano in selve, le praterie divennero campi agricoli. L'evoluzione era innescata; mutavano bisogni umani ed avanzavano le conoscenze. Per l'ottimizzazione delle attività produttive, l'insediamento abitativo si differenziava in rurale ed urbano e tra campo e città si tessero rapporti intimamente legati da mutue necessità. Il paesaggio delle forme primitive, naturali e primarie mutato in colturale, diventava anche luogo culturale e la parziale antropizzazione, anche se lasciava ampie zone di vita spontanea, sfigurava e configurava i luoghi. Il paesaggio diventava in toto opera dell'uomo. Nel corso della sua storia l'uomo sempre è intervenuto sulla natura, per la soddisfazione dei suoi bisogni; l'ha modificata e ne ha trasformato il suo primitivo aspetto, di
volta in volta giungendo a situazioni di nuovo equilibrio. Ma le pulsioni del progresso sono inarrestabili e alle condizioni di equilibrio stabile tra uomo rurale e natura si aggiunsero le necessità industriali che l'economia portava come inderogabili. Presero il sopravvento sulle attività in equilibrio con la natura, come la pastorizia e l'agricoltura, quelle industriali che più avvantaggiavano l'economia e che, in modo completamente imprevisto perché i limiti della natura non erano noti, contemporaneamente squilibravano il rapporto uomo-ambiente. Il paesaggio si degradò molto rapidamente, si degradò “industrialmente” e per correre ai ripari si formularono i concetti di “salvaguardia”, “tutela”, “protezione” e similari. Si incrementarono le aree verdi cittadine e si volle una tutela progettabile per una “natura” la cui funzione rimaneva essenzialmente e comunque asservita all'efficienza sopratutto degli uomini produttori. Malgrado la pace delle coscienze è l'impasse! Per dirla con le parole di Rosario Assunto: natura cittadina “...che sta alla realtà del paesaggio e del giardino, come l'unione amorosa verace sta all'accoppiamento... con le fanciulle pneumatiche”. Il superamento si trova nell'Arte del Vivere figlia dell'arte tout court ! Arte, antidoto della produttività di massa e per la massa, arte, la sola che possa riportare, in cornice estetica, equilibrio all'equazione natura = vita. Arte che toglie il recinto al giardino, trasforma in Eden il paesaggio e conduce oltre le salvaguardie, verso simbiosi uomo-territorio che, fuori d'ogni degrado psichico e materiale, trovano compenso dal canto degli uccelli, dal profumo dei fiori e dai colori delle loro corolle.
Francesco de Santis

venerdì 23 aprile 2010

Questo e' l'anno dei Gerani




Cosi' ha detto Francesco DeSantis, ed effettivamente il prato ne e' pieno.
Gli anni cambiano, e le rappresentanze botaniche si adeguano, alcuni anni ci sono piu' di un certo tipo, altri anni certe speci non si trovano proprio.
L'anno scorso c'era una rappresentanza vistosa di carotoni, Daucus carota, ed il perche', ti spiegava tua madre, bisognava ricercarlo nella successione climatica: l'anno scorso ha avuto una primavera molto piovosa, seguita da un'estate estremamente secca. L'acqua c'era, ma era scesa bassa nel terreno, e le piante con radice lunga hanno potuto trarne vantaggio e fiorire rigogliosamente.

Martedi vi siete trovati per l'incontro settimanale e si e' discusso a lungo su possibili concretizzazioni di questo viaggio investigativo, con i pro e contro di una o l'altra iniziativa.

Si e' discusso il ruolo della Fondazione davanti a questo progetto che mira ad un' apertura populista e non del tutto atipica: una Giornata della Misticanza.
Le obiezioni da un punto di vista qualitativo delle investigazioni artistiche sono valide, con tanto di esempi di progetti simili in altre locazioni, anche se loro si interessano piu' del cucina-guarda-apprezza-mangia (vedi artedamangiare.it).
Eppure, nonostante tutto, il modo migliore di esporre cio' che si e' valutato e' proprio una semplificazione di contenuti.
Dal tuo punto di vista l'Arte Contemporanea deve essere rivisitata in tutti i suoi sprechi, tanto quanto il nostro vivere quotidiano di condizionatori d'aria, di macchine veloci, telefonini alla moda e piu'.
Tu come artista proponi una provocazione non indifferente, tanto quanto altri gia' stanno facendo, come WorldWatch per esempio, l'associazione indipendente di analisi globale stimata in tutto il mondo per la loro obbiettivita', che hanno deciso di non publicare piu' il loro bimestrale cartaceo, subito dopo aver reso publica l'ultima analisi, State of the World.
I motivi dell'abbandono del formato cartaceo sono presentati come economici, peccato, hanno perso la possibilita' di dire qualcosa di piu' con il loro esempio. Le loro parole sono pero' autorevoli e punto di riflessione.

Riporti qua' una tua traduzione dall'introduzione allo studio:

Nel 2006, la popolazione mondiale ha speso 30,5 miliardi di dollari in beni e servizi.
Nel solo 2008 sono state acquistate 68 milioni veicoli, 85 milioni frigoriferi, 297 milioni computer, e 1,2 miliardi di cellulari.
Il consumo è cresciuto notevolmente negli ultimi cinque decenni, un aumento del 28 percento rispetto al 23.900 miliardi dollari spesi nel 1996 e fino a sei volte dai 4.900 miliardi dollari spesi nel 1960.
Alcuni di questi aumenti derivano dalla crescita della popolazione, ma quetsa è cresciuta solo di un fattore di 2,2 tra il 1960 e 2006, mentre le spese di consumo per persona sono triplicate.
Trasformare le culture non è, ovviamente, un compito facile. Tutto ciò richiederà decenni di sforzi in cui pionieri culturali, quelli che possono uscire dalle loro realtà culturali sufficientemente da esaminare criticamente la societa' del consumo, dovranno lavorare instancabilmente per reindirizzare punti nevralgici dove la cultura si forma: istruzioni, imprese, governi e esercizi mediatici, nonché movimenti sociali e le tradizioni umane a lungo andare.
Deviare e reindirizzare queste agenzie culturali sarà un cambiamento fondamentale se l'umanità vuole sopravvivere e prosperare nei secoli e millenni a venire, e dimostrare che "vale la pena di salvarci."

Si puo' scaricare il trattato per intero qua'

La foto sopra tu, come artista, la leggi come una scoperta, una sorpresa, una considerazione, una rivisitazione, un prender atto di..

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