Visualizzazione post con etichetta poesia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta poesia. Mostra tutti i post

lunedì 5 aprile 2010

Haiku

L' haiku è un breve componimento giapponese di tre versi . E' quindi poesia, e dunque arte. E' giapponese, e dunque orientale.
Il soggetto è sempre la natura con le sue stagioni.
La natura nell' haiku è un filo d' erba come la neve, il canto degli uccelli come un movimento umano. Spesso il soggetto è l' acqua. Ed è l' acqua a essere universalmente il simbolo della vita. La parola italiana natura deriva dal verbo latino 'nascere'. E' dunque l' acqua vita e quindi vita la natura.
Tre versi. Un confine (mentale) zen che descrive nel minimo l' immenso di ciò che non racconta.

natura: 自然 shizen
acqua: 水 mizu
vita: 生活 seikatsu

Indico qui alcuni componimenti che ho scelto perchè in qualche modo mi riportano alle discussioni con Diego.

foglie
adagiate su una pietra
sepolta nell' acqua
Naito Jōsō (1662-1704)
stringono la via
le spighe dell' orzo
pesanti di pioggia
Naito Jōsō(1662-1704)
si mescolano
il lago e il fiume
nella pioggia di primavera
Yosa Buson
(1715-1783)
giorno di primavera:
si perde lo sguardo in un giardino
largo tre piedi
Kobayashi Issa
(1763-1828)
erba estiva:
per molti guerrieri
la fine di un sogno
Matsuo Bashō
(1644-1694)
è primavera:
una collina che non ha nome
velata nel mattino
Matsuo Bashō
(1644-1694)

martedì 23 marzo 2010

SUI FIORI GIALLI (considerazioni estemporanee)


«Il giardinaggio è un’attività che ho imparato nella mia giovinezza quando ero infelice. Forse devo ai fiori l’essere diventato un pittore».Quando Monet dipinse il “Campo di fiori gialli”(1924-25) certamente, da giardiniere esperto, si era premurato di chiarire la natura di quei fiori: si trattava in questo caso di Iris gialli.

Mi veniva in mente poiché, qualche giorno fa, passeggiando con Diego per il prato della Fondazione ci siamo imbattuti in alcune specie di fiori gialli. Questi, mi spiegava Diego, che si incontrano comunemente nei prati, sono tantissimi e impercettibilmente differenti l’uno dall’altro, tanto che classificarli correttamente talvolta è lavoro da specialista.

Chi studia l’arte, azzardo a dire, è abituato a ragionare per immagini: nella memoria ferma istintivamente colore e forma delle cose. Così, completamente incompetente sul “che cosa”, ma pieni gli occhi di quel giallo andavo in cerca di informazioni…

Il più comune e diffuso fra i fiori gialli, è forse il fiore del “Taraxacum officinale”, pianta di cui si documenta l’uso sin dall’antichità. Essa veniva impiegata per le cure medicamentose e in alcune zone europee, dal fiore si ricavava una buona marmellata e dalle radici un surrogato del caffè. Altri nomi suggeriti su Wikipedia: “dente di leone”, “soffione” o dialettalmente “piscialetto” (secondo una leggenda veneta il bambino che ne coglie uno bagna il letto la notte).

Ancora Diego, mi informava che i fiori gialli sono altresì chiamati “Fiori maledetti”. E questo, del tutto personalmente, fa affiorare assonanze letterarie con la poesia. In proposito pubblico l’ “ode ad alcuni fiori gialli” di Pablo Neruda e la poesia n° 1519 del 1881 di Emily Dickinson -la quale teneva un “Herbarium”- che parla proprio del soffione.

“Contro l'azzurro movimento i suoi lapislazzuli,
il mare, e contro il cielo,
alcuni fiori gialli.
Ottobre arriva.
E benché sia
così importante il mare che svolge
il suo mito, la sua missione, la sua grandezza
esplode
sull'arena l'oro
di una sola
pianta gialla
e si legano
i tuoi occhi
alla terra,
fuggono dal grande mare e dai suoi palpiti.
Polvere siamo, saremo.
Né aria, né fuoco, ne acque,
ma
terra,
solo terra
saremo,
e forse
alcuni fiori gialli”.


“La pallida colonna del soffione
sgomenta l'erba — ed ecco
che l’inverno d'un tratto si trasforma
in un coro di gemiti infinito—
Una sontuosa gemma dallo stelo
spicca seguita da un fiore sgargiante —
sono i soli che danno l'annuncio
delle esequie compiute”.


Per quanto riguarda il significato del colore giallo è spiegato in un libro, curioso quanto squisito, che affronta la simbologia dei colori durante le epoche storiche, come cambia e come arriva fino a noi. A chi interessasse si tratta de “Il piccolo libro dei colori”. Intanto un piccolo estratto: “(…) il giallo è l’estraneo, l’apolide, quello di cui si diffida e che è votato all’infamia. Giallo come le foto che sbiadiscono,le foglie che muoiono, come gli uomini che tradiscono. Gialla era la veste di Giuda...”

E infatti, strana coincidenza, i fiori gialli proprio come Giuda, traggono in inganno…

S.