venerdì 9 aprile 2010

On water, oppure, l'arte che fa?

Quest' ultimo incontro lo abbiamo incentrato sull'aspetto acqua, fonte di vita, bene prezioso, l'oro del XXI sec., eccetera, i riflettori sull'aspetto arte in contesto acqua (ci siamo bagnati riflettendo sull'arte?)..

c'era anche un sottotitolo, un elemento discusso in molte sedi accademiche odierne: Does Art have agency?

Puo' l' Arte fare qualcosa?

Da parte tua hai portato sul tavolo di discussione una serie di interventi artistici degli ultimi 40 anni che hanno voluto divergere l'attenzione della pratica da concetti/contesti immaginari-utopici-metaforici-filosofici per arricchirsi di una rilevanza effettiva e pratica: un'arte che davanti l' emergenza ambiente fa' effettivamente qualcosa e non si limita a parlarne e/o denunciare discrepanze in gallerie e musei.

Il primo esempio portato e' di Hans Haake, artista concettuale e non, famoso per le sue opere molto critiche del sistema artistico criticofago (le critiche al sistema vengono eventualmente ingurgitate e incorporate nel sistema.. lui stesso ne e' stato vittima, come un po' tutte le avanguardie).

Nel 1972 Haake propone un lavoro di riflessione sulla qualità dell'acqua. L'artista presenta in un'esibizione al Museum Haus Lange, Krefeld, Germany lo scarico torbido degli impianti di depurazione di Krefeld. L'acqua presentata in una vasca, ufficialmente pulita abbastanza da poter essere re-inserita nel fiume Reno, porta l'attenzione al ruolo dell' impianto di depurazione nel degrado del fiume. Haake durante la mostra rifiltra l'acqua per poi irrigare il giardino del museo, introducendo cosi' il concetto di bonifica delle acque grigie.


Se questo e' un atecedente, poi allora si possono portare avanti paralleli con un'altra opera artistica ben piu' recente, AMD&ART, dove la capacita' del discorso artistico e' stata usata come leva in un intervento di rimedio ambientale completo, che e' riuscito non solo a coinvolgere artisti, ma anche biologi, idrologi, sociologi e naturalisti e la popolazione interessata dal progetto ( Vintondale, Pensylvannia, USA).


Il risultato ha permesso ad una comunita' di riappropriarsi del proprio paesaggio, rendendola capace di recuperare aree seriamente inquinate, ricostruendo una relazione attiva e partecipata con la natura.


Puo' quindi l'arte essere vettore di cambiamenti sociali?

Altri progetti discussi sono stati Basia Irland, A Gathering of Waters, Daniel McCormick, Watershed Sculpture and the work of the Harrisons, which needs a post on they're own right.

But lets just post this for now

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