giovedì 8 aprile 2010

acqua




"Le cose che mi appresterò a fare ruoteranno intorno all'acqua. Può essere che non le faccia mai, ma in tutti i casi voglio provarci. Mi sento molto attirato dall'acqua, è un vero specchio, l'acqua offre mille possibilità, vorrei fare delle pozzanghere d'acqua fangosa. Si va a vedere, a questo punto, chi di noi due sfrutterà l'altro, perchè se è lei che mi possiede, è finita!"(Da conversazione di Pino Pascali con Carla Lonzi, 1967)
A pochi anni dalla morte, Pascali propone questi due lavori significativi che vertono sul tema dell'acqua:"9 mq di pozzanghere" nella collettiva "Lo spazio degli Elementi: Fuoco,Immagini,Acqua,Terra" presso la galleria L'Attico a Roma nel Giugno del'67 e "32 mq di mare"in "Lo spazio dell'immagine" a Foligno nel Luglio dello stesso anno.
Secondo Cesare Brandi la forma più immediata di analogia è nel ricreare proprio l'acqua con l'acqua. A questa si accompagnano materiali di derivazione industriale: pannelli di truciolato laccato in "pozzanghere" e vasche di zinco per "mare", entrambe riempite con acqua colorata all'anilina (una sostanza capace di produrre un'intensa colorazione blu).
Ero curiosa di estendere a voi il mio interrogativo, in che termini l'acqua sfrutta/possiede l'artista?L'artista riesce a circoscriverla, ma l'acqua che intravediamo, artificiosamente contaminata dal composto chimico, è ancora "naturale"o la sua è ormai una dimensione tutta artificiale?(Se ancora si vuol alludere alla dicotomia Natura - sviluppo industriale e tecnologico...).

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